Mio figlio forse è gay!! Adesso che faccio?

Inizio con il parlare di come un genitore dovrebbe comportarsi nei tre casi più comuni:

  1. Scopre, da solo in qualche modo, che il pargolo sia gay;
  2. il proprio figliolo fa coming out con voi;
  3. qualcuno che ama farsi gli affari altrui, fa outing su vostro figlio e lo viene a sapere indirettamente.

Queste, di norma, sono le tre situazioni che si vengono a creare, prima o poi, in una famiglia con un componente omosessuale. Chiaramente ci possono essere altre situazioni più al limite, ma nel caso contattatemi, e ne parleremo di persona.

Premetto, che al giorno d’oggi le cose sono molto più facili per un figlio che faccia coming out o anche, accidentalmente, sia scoperto. Non per questo, in ogni caso, sono sempre rose e fiori, quando questo accade. I casi uno e tre sono quelli più complicati, perché non è il ragazzo che ha preso, consciamente, la decisione di affrontare il discorso con voi, ma ovviamente voi, come genitori, non potete ignorare la cosa per diversi motivi. A dire il vero alcuni genitori tentano di fare come se non fosse mai successo, sperando che sia una fase transitoria, parlo di casi in cui il ragazzo è ancora giovincello; in questo specifico caso i genitori hanno la pia illusione che sia una cosa che passerà, prima o poi, per cui meglio non svegliare il cane che dorme e facciamo finta di nulla per ora.

SBAGLIATO! Il fatto che lo abbiate scoperto casualmente, non vi mantiene in uno stato di ignoranza, sullo stato psicologico del ragazzo, che probabilmente sta cercando di capire cosa sia lui, perché lo sia, e cosa significherà per lui esserlo.

Proprio in questa situazione,

i genitori assumono un ruolo importantissimo, sebbene si debbano vestire di panni normalmente non vissuti dagli stessi. Hanno diverse possibilità sul come comportarsi, ma sicuramente, ignorare la cosa, è quella più sbagliata: va assolutamente evitata, perché così la situazione non farà che incancrenire nel tempo, e voi vi sentirete sempre più frustrati per il fatto che non sapete se sia davvero, gay, o se fosse davvero una fase temporanea. Quando questo stato prende il sopravvento vi trovate nei guai: avete capito, o scoperto, o sentito dire, che il vostro figliolo potrebbe essere gay, mesi prima, a che titolo a distanza di mesi, o anni, glielo chiederete quando la curiosità vi starà rodendo il fegato? Quando, come genitore, comincerete a domandarvi cosa avete sbagliato? Non potrete: se lui capirà che lo sapevate, o sospettavate, ma che avete accuratamente evitato il discorso, potrebbe, e dico potrebbe, avere di che risentirsi per essere stato preso in giro proprio dalle persone da cui avrebbe voluto, più sostegno, sebbene non abbia avuto il coraggio di chiederlo.

Perché chiariamo una cosa: un figlio che comincia a capire di avere un interesse per le persone dello stesso sesso, diciamo intorno i 13/14 anni, ha davanti a se, un periodo difficile che lo attende. Di certo, quanto meno all’inizio, non ne parlerà con voi genitori. I ragazzi di oggi sono ormai, a quell’età, avvezzi all’uso di internet, per cui le prime informazioni le cercheranno li.

Purtroppo proprio da internet arriveranno i guai più grossi: internet ha il vantaggio di avere informazioni su tutto, ma ha lo svantaggio di avere informazioni che provengono sia da fonti serie, come mediche, psichiatriche o psicologiche, ma anche informazioni sbagliate propinate da persone omofobe che, pur di demonizzare un omosessuale, si inventerebbe che la sodomia sia frutto di un patto con il diavolo. Metteteci anche, che a quell’età sono ancora sotto l’influenza religiosa della famiglia, un paio preti o vescovi idioti che sparano scemenze come quello di Pavia di qualche giorno fa, ed il danno è fatto!!

Il ragazzo comincerà a vivere questa situazione come sbagliata,

come una scelta scellerata che ha preso — cosa non vera in quanto continuerò a ripeterlo sino alla sfinimento: non si decide di essere omosessuali!! Lo si è e basta. Prima il ragazzo verrà ai patti con questo fatto e prima inizierà a vivere la propria vita sessuale con tranquillità e serenità — e quindi sbagliata, che deve correggere, che deve voler cambiare. Purtroppo, lui, è troppo giovane per capire che non potrà cambiare un bel nulla: se è gay lo è. Punto.

Prima troverà qualcuno con cui confrontarsi serenamente ed accettare questo fatto e prima smetterà di soffrire per il fatto di sentirsi diverso. Ed e chiaro che in questa fase, l’appoggio di uno, meglio di entrambi, i genitori è una cosa fondamentale. È vero, potrebbe trovare un supporto ed un confronto fuori dall’ambiente domestico: il migliore amico, un centro ascolto per giovani gay, altri giovani gay che può conoscere, ed incontrare, attraverso internet.

Insomma i modi per poter affrontare la situazione, per un giovane d’oggi, sono molto di più rispetto a 40 anni fa, quando dovevano vedersela con se stessi per potersi accettare e non considerarsi uno scarto della società.

Eh si, perché è così che rischia di sentirsi vostro figlio:

diverso, in difetto, sbagliato e tanti altri aggettivi negativi che, chiunque, può inculcargli in testa. Non parliamo poi di chi potrebbe tentare di approfittare di questi momenti di dubbio e confusione: così come succede alle ragazze, anche i ragazzi hanno dei predatori sessuali, ed è una cosa che troppi genitori, o vogliono far finta di non sapere, o semplicemente non prendono in considerazione il rischio che ne deriva. Non è che perché un essere umano è maschio, sia al salvo da certi pericoli: basta far caso alle vicende che si sentono narrare, nei telegiornali, per capire che nemmeno i maschi, in quanto tali, sono al sicuro da certi predatori.

E non crediate che se succede ad un ragazzo, di essere preda di un cacciatore sessuale, se la cavi meglio che una ragazza: i tempi dovrebbero essere ormai maturi, perché i genitori capiscano che un danno psicologico, dato da una simile disavventura, può colpire sia i maschi che le femmine e che i maschi non sono immuni ai danni psicologici, solo perché tali!!

Allora direte voi genitori: «Che dobbiamo fare se ogni strada sembra quella sbagliata?» Non è vero che ogni strada sia quella sbagliata. Il problema è che pur essendo nel 2018, molti preconcetti sono ancora ben radicati nell’animo dei genitori.

Vi faccio un esempio banale:

chi di voi genitori ad un figlio maschio chiederebbe mai: «Ma ti piace Tizio? Vedo che siete sempre insieme.» Oppure, nello spiegare la prevenzione dalle malattie veneree, inserirebbe, nelle spiegazioni, il sesso anale tra maschi, come una delle possibili fonti di infezioni, e quindi anche quel tipo di sesso deve essere motivo per usare sempre il preservativo. La cosa, però,  andrebbe detta con il giusto tono, di chi, davvero, non troverebbe strano che il proprio figlio fosse omosessuale.

I figli sono un po’ come delle piante, ed i genitori sono il terreno in cui essi crescono: se c’è ostilità, pena, dolore, nei confronti dell’idea di un figlio gay, i ragazzi lo percepiscono: credete davvero, a quel punto, che cercherebbero un confronto diretto, con voi, sui propri dubbi?

Il fatto è, che per il mestiere di genitore

non esiste una scuola adatta: è un mestiere che si impara facendolo. Però possiamo prevenire delle situazioni, ma è una cosa che va studiata per tempo. I ragazzi, man mano crescono, devono capire che non avreste alcun problema ad avere un figlio omosessuale. Devono averlo assorbito con il tempo, vivendo le situazioni in famiglia quotidianamente, in modo che loro capiscano che se hanno dei dubbi possono parlare, con voi, di tutto, compreso il fatto che si sentano attirati da ragazzi dello stesso sesso, o in altri casi da ragazzi di entrambi i sessi — non scordiamoci, come fanno tanti, che anche i ragazzi bisessuali, sebbene con meno durezza, sono comunque giudicati come diversi dalla società di solito —

Un capitolo a parte andrebbe diretto ai padri, che di solito sono quelli meno inclini ad accettare l’omosessualità di un figlio maschio. Si, in questo caso specifico parlo di figli maschi, il perché lo capirete subito. Di solito il figlio maschio è quello deputato a portare avanti il cognome della famiglia. Per un padre, spesso, il non avere nipoti, da un figlio maschio, è un’onta difficile da accettare, specialmente se figlio unico, o unico maschio della sua famiglia di origine, perché, in questo specifico caso, è tutta sulle sue spalle la prosecuzione del casato come si diceva una volta. A molti parrà stupida come motivazione, ma non lo è: la stragrande maggioranza dei padri, ha come unico motivo nel rifiutare l’omosessualità del figlio, la mancanza di una progenie, e non a livello genetico, ma proprio a livello di cognome!! In merito a questo argomento vi consiglio la lettura di un post intitolato «UN GAY E L’IMPERATIVO BIOLOGICO» che troverete qui in cui viene riportato proprio un caso di questo genere in cui, per il genitore del gay, la cosa importante fosse che, intanto prima di dichiararsi con lui, ma ladre e la moglie, il figlio gli avesse dato una progenie.

Personalmente, visto che quella riportata è una storia vera,

trovo davvero penoso un padre che sia arrivato a fare una simile affermazione ad un figlio che sta facendo coming out con lui: ma dico io, come diavolo gli è venuto in mente di fare un simile discorso proprio nel momento che il figlio era arrivato al punto di confidarsi con lui condividendo questo suo modo d’essere?? Personalmente l’ho percepita come una situazione di assoluto egoismo da parte di quel padre, ma come dicevo prima, ahimè, questa è una questione piuttosto comune per i padri di giovani gay maschi.

Quindi cari padri: mettete da parte il vostro orgoglio da maschio e non date ascolto alla vostra voglia di proseguire il casato a costo di ignorare un momento così intenso e profondo di condivisione come è il coming out di un figlio verso un genitore. Se non per voi stessi fatelo per il ragazzo che ha trovato finalmente la forza di affrontare il proprio demone peggiora: la famiglia. Perché si: molto, troppo, spesso il demone più spaventoso per un giovane che si rende conto di essere omosessuale e la propria famiglia, ovvero la paura che la propria famiglia, come ancora troppo spesso accade, lo rifiuti, lo rigetti come qualcosa si inutile, di sbagliato, di sporco e chi più ne ha più ne metta!!

È una cosa che ho visto succedere più e più volte nella vita: ragazzi rifiutati dalla famiglia perché omosessuali; io capisco tutto: la religione, il condizionamento sociale, la famiglia da cui si proviene ed i suoi insegnamenti: ma per la miseria!!! È VOSTRO FIGLIO!! Carne della vostra carne, sangue del vostro sangue!! Come diavolo si può rifiutare un figlio per una cosa per la quale poi, non è nemmeno responsabile?

Per chi si stesse trovando in questa situazione,

ossia di genitore che ha scoperto, sta immaginando o il cui figlio si sia dichiarato, esistono anche delle associazioni di genitori di figli gay, che possono essere di un immenso aiuto a processare tutte le informazioni che vi arriveranno addosso come risultato della scoperta. La più conosciuta sicuramente e l’AGEDO: potete trovare il loro sito a questo indirizzo. Vi ho fornito l’indirizzo della pagina in cui spiegano cosa sia l’AGEDO e cosa faccia, questa associazione di volontari composta da genitori di figli omosessuali. Chiariamo: non sono gli unici; esistono altre associazioni simili a cui potete rivolgervi. L’importante è che se sentite la cosa come problematica cerchiate chi ci è passato prima di voi, e proprio per questa condizione, può aiutarvi ad accettare serenamente il fatto di avere un figlio gay.

State lontani da siti che propongono soluzioni terapeutiche per guarire il vostro pargolo: sono tutte fandonie screditate dall’associazione mondale della sanità stessa. Sono strutture in cui rovinano i ragazzi con violenze psicologiche e fisiche: otterreste solo di farvi odiare da vostro figlio se solo ci pensaste ad una stupidaggine del genere. Ok, sono ripetitivo: essere omosessuali non è una scelta, non è una decisione ma sopratutto non è una malattia da cui essere guariti! Per cui state lontani da questi cialtroni che mentono, sapendo di farlo, nel promettere di guarire vostro figlio dall’omosessualità!!

Chiunque volesse approfondire la questione

o anche solo abbia dei dubbi può contattarmi mandando un commento al post, oppure contattarmi all’indirizzo di mail corrispondente che trovate nel mio profilo del blog.

Per ora vi saluto, cari genitori e futuri genitori, sperando in qualche modo di non avervi spaventato, ma resi solo più coscienti che anche vostro figlio potrebbe essere omosessuale, e se così fosse non è una cosa di cui fare una tragedia.

A presto!!


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