Omosessuali e omofobi: è possibile al contempo?

Combatti Omofobia

Domanda strana eh?? Eppure me la sono posta, o meglio ce la siamo posta, io ed un mio amico, che teme di vivere in questa situazione apparentemente piuttosto assurda. Giustamente lui si domanda: «Come è possibile che io sia gay ed omofobo, allo stesso momento???»

Beh a dirla tutta, non è una situazione poi così strana. Ne ho conosciuti di soggetti che vivevano la stessa strana situazione, come una parte della loro mente, o coscienza, fossero posizionati nel posto sbagliato!! In realtà, però, né il mio amico, né quelli conosciuti in passato lo erano, schizofrenici intendo.

L’omofobia, specialmente in questo paese, o uno qualsiasi dei paesi del sud Europa, nasce, molto spesso, ben prima che un soggetto realizzi la propria omosessualità, o meglio: prima che la accetti.

Le società sud europee

sono quasi tutte basate sulla religione cattolica, da li il fatto che si instilli l’omofobia, nel soggetto, prima ancora di aver capito cosa questo davvero significhi se stesso.

E così come l’omofobia altre paure sempre collegate, più o meno alla religione, come quella verso chi professa una religione diversa, da chi non la professa affatto, verso chi ha la pelle che richiami una religione in contrasto con la propria. La conseguenza è che ci ritroviamo omofobi, e spesso pure razzisti, prima ancora di aver capito cosa significano queste due parole.
Poi uno si scopre omosessuale, ed è come se gli avessero sganciato in testa, una bomba atomica; sto parlando di persone che, se non religiose, comunque sono cresciute in quel contesto, vuoi per la famiglia credente, o per l’ambiente vissuto da ragazzini, come un oratorio, gruppi scout o cose simili.

Chiaramente, rispetto ad un etero, il problema e più pressante per un gay, perché arriverà, prima o poi a domandarsi: «se sono gay come diavolo faccio ad aver paura dei gay??»

Bella domanda, davvero,

ma spesso questa apparente irrisolvibile questione può essere risolta con un minimo di auto analisi, e magari l’aiuto di qualcuno che sappia ascoltarti, e darti i giusti consigli: che sia una persona di tua fiducia o uno professionista come uno psicologo.

Già vi cento mormorare: «Eccolo li!! a ridai con lo psicologo!!»

Ora, non è che ho un ventaglio di amici che fanno gli psicologi che mi danno la mazzetta se gli mando dei clienti eh!! Solo, per esperienza personale, posso dire che tante situazioni in cui ci troviamo incastrati, spesso sarebbero risolvibili con una chiacchierata con uno di questi personaggi. So che molti fanno l’equazione {vado dallo psicologo == sono pazzo} ma le cose non stanno così. Sono dell’idea che, dallo psicologo, ci vadano le persone mature, che capiscono di aver bisogno di un aiuto, non considero quelli che ci vengono mandati, tipo ragazzi in eta scolare, perché non è una loro scelta.

Ma volete sapere poi il meccanismo che innesca l’omofobia qual’è?

Presto detto: ci viene insegnato sin da piccoli che questo è sbagliato, quello non va bene, Dio questo non lo accetta o peggio ancora cose come poverino quello li, il frocio: sai come vivrà da cani essendo così?

Dai e dai a furia di sentire queste affermazioni, in età molto giovane poi, queste affermazioni diventano convinzioni che si radicano così a fondo, sopratutto in così giovane età, che quando uno realizza di essere gay, o bsx, è troppo tardi!! Ormai siamo convinti che quelle cose che ci hanno detto sono vere, quindi noi siamo:

  1. sbagliati;
  2. non andiamo bene;
  3. dio non ci accetta per quel che siamo;
  4. vivremo una vita di m***a perché siamo quello che siamo.

Fidatevi: ci vuole così poco a restare incastrati in questo circolo vizioso, molto meno di quando non si pensi lontanamente!! E se una volta poteva anche essere, in qualche modo, un comportamento accettabile, l’insegnare queste cose ai figli, al giorno d’oggi non ha più alcuna giustificazione. Eppure continua a succedere e la dove non accade in famiglia, perché essendo i genitori di una, più vicina a loro, generazione, ci pensano i parenti o chi ci gestisce a scuola o in chiesa.

Come avrete ormai capito, diventare omofobi, un po’ come diventare razzisti, non possiamo evitarlo: ma possiamo, una volta raggiunta l’eta della ragione (indipendente) usare la nostra testa per smontare queste idee malsane, tanto malsana che ci fanno addirittura voler male a noi stessi.

Gli etero, in passato,

ma ancora abbastanza al giorno d’oggi, soffrivano dello steso problema con la masturbazione. Tanto gli venga inculcato che era cosa brutta e sbagliata che alla fine, e questo me lo hanno confermato alcuni psicologi, alcuni ragazzi vivono tutt’ora il sesso come una cosa sporca, sbagliata: perché si fa sesso solo per procreare.

Non parliamo po’ di un pontefice che alla domanda: «Ma se uno dei due, nella coppia sposata, è infetto dall’HIV’ fa bene l’altro componente a proteggersi o a proteggere il proprio compagno usando il preservativo?» Rispose solennemente «in nessun caso, nemmeno in questo, il preservativo va usato!!!»

Ora spiegatemi voi come fa un povero disgraziato a proteggersi dal prendere delle MTS, se il capo assoluto, della propria religione, ti dice che se vuoi fare sesso lo fai solo non protetto!!! (E sto parlando delle coppie etero!!)

Fortunatamente il papa di adesso,

per alcuni versi almeno, pare sita correggendo la rotta, non di tanto eh, ma un pochino si!!

Resta il fatto che omosessuali, e bisessuali, omofobi esistono eccome, e non certo per loro scelta. Il loro unico errore forse, alla fin fine, è il non usare la propria testa, quando arrivano all’età di poterlo fare, per liberarsi di certi pesi inutili appesi alla propria coscienza.

Quindi, alla fin fine, se ci rendiamo conto di essere gay, ed omofobi, che dobbiamo fare? Sicuramente parlarne con qualcuno, che sia un amico, che sia uno psicologo, l’importante è parlarne: solo affrontando la cosa a voce alta si può dire di iniziare ad affrontarla. E non importa quante volte sbatteremo la testa contro il muro della realizzazione del fatto che e solo colpa nostra, se siamo già in età adulta, perché resta fuor di dubbio che solo noi possiamo risolvere questo problema: l’amico o lo psicologo possono solo aiutarci a focalizzare in che direzione andare, ma li dobbiamo andarci noi, con le nostre sole forze. L’amico o lo psicologo, ripeto, possono solo aiutarci ad individuare i passi da fare, ma i passi dobbiamo farli noi!

Quindi forza, un po’ di autoanalisi e capite se siete, oltre che gay, anche omofobi, e se lo siete, trovare con chi confrontarvi ed affrontate il problema sino a risolverlo, perché un gay omofobo non si può proprio sentire 🙂 !!!


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One Comment

  1. Di certo, è una questione apparentemente poco interessante, perché molta gente penserà impossibile che si crei: insomma un omosessuale omofobo? Dove mai può esistere un soggetto del genere.

    Beh io ne conosco uno: nemmeno a farlo apposta qualche giorno fa parlavo con lui dello stesso argomento, in quanto lui, omosessuale, teme di essere omofobo per come gli viene naturale trattare alcuni omosessuali conosciuti nel tempo.

    Mi chiedeva appunto cosa ne pensassi, ed in fin dei conti ho risposto un po’ come hai fatto tu: ossia consigliandogli di cercare di analizzare questo suo sospetto, per capire se davvero si ritiene un omofobo, e se si cosa ha in lui attivato questo stato nei confronti di poche specifiche persone.

    È venuto fuori che la sua, in realtà, non è omofobia, ma solo un aver preso le distanze da questi soggetti, perché, per alcuni argomenti a lui molto cari, la pensano in modo diametralmente opposta.

    Insomma gli è bastato fermarsi, analizzare il suo stato d’animo e parlarne con me per capire che non si trattava di omofobia, ma di tutt’altra cosa.

    Insomma, alla fin fine, il tuo consiglio di parlarne con qualcuno lo ha portato a liberarsi di un peso, almeno per lui era tale, dallo stomaco. E posso capire il peso, perché sarebbe come dire che un cristiano si sente anti-cristiano, che forse come esempio rende meglio la problematica !!

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