Ratzinger e la sua biografia che attacca indovinate un po’ chi?

Lo sguardo inqietante di Ratzinger

Lo sguardo inquietante di chi avrebbe dovuto, invece, emanare amore…

Pensavate si fosse isolato in Santa Marta lasciandoci finalmente in pace? Ebbene no!


Eccola lì: una biografia scritta dal giornalista tedesco Peter Seewald, intitolata in tedesco “Ein Leben”; un bel libercolo nel quale ripercorre la sua vita, i suoi pensieri, le sue convinzioni, e tanto perché nessuno pensasse si fosse ammorbidito con la vecchiaia, dalle prime indiscrezioni arrivate, e rilanciate in pompa magna da vari siti conservatori americani —ma dai!!— ha ripreso a sparare a zero sui peccati e peccatori del mondo… ed ecco cosa ne è venuto fuori: «Cento anni fa, tutti avrebbero considerato assurdo parlare di un matrimonio omosessuale», sottolinea Ratzinger. «La società moderna è nel mezzo della formulazione di un credo anticristiano, e se uno si oppone, viene punito dalla società con la scomunica. La paura di questo potere spirituale dell’Anticristo è più che naturale, ed ha bisogno dell’aiuto delle preghiere da parte di un’intera diocesi e della Chiesa universale, per resistere

Cioè i gay, e le abortiste, sono una rappresentazione dell’anticristo? C’è qualcosa che non torna in questo ragionamento: secondo le scritture l’anticristo dovrebbe arrivare, o prima o dopo —notare il futuro nell’affermazione— ma donne che abortiscono, ed esseri umani, omosessuali, esistono dall’alba dei tempi… allora come fanno a convivere due concetti, uno ancorato al passato, e l’altro proiettato nel futuro???

Forse la vecchiaia comincia a pesare, nella testa del fu papa. Peraltro sarà da verificare se questi sono suoi pensieri davvero, o se sono conclusioni, a cui è arrivato lo scrittore della biografia, Peter Seewald.

Se è stato Ratzinger a scrivere davvero certe cose, non fa che confermare l’idea che ho sempre avuto su di lui: la paura che la chiesa continui a perdere accoliti, e quindi potere, gli stringe il cuore: gente come Ratzinger non ama perdere il potere; piuttosto cerca di averne sempre di più. E cosa, come miliardi di credenti, che gli sfuggono dalle mani, può preoccuparlo di più? Credo nulla.

Resta comunque una mia convinzione: nella vita ho imparato che più, una persona si accanisce nell’attaccare gli omosessuali, più dimostra alla fin fine di essere gay, ma non riesce ad accettarlo e/o viverlo in pace. Questi soggetti non vedono una vita normale per quelli come loro. D’altronde vivendo nascosti, per una vita intera, come si può anelare alla normalità? Con tutte le contraddizioni che il termine normale si porta appresso.

Non voglio nemmeno riavviare la solita discussione su cosa sia normale, e cosa no, su per chi sia normale una cosa, che per altri non lo è. È una diatriba che ho affrontato troppe volte nella mia vita, e non ho 20 anni!!!

E comunque dall’emerito (perché mai emerito ancora nessuno mi ha saputo spiegare perché…) che fa di noi gay degli’indicatori, nemmeno troppo velatamente, dell’anticristo, non una sola parola, in tanti anni di pontificato, invece, sulla piaga dei preti pedofili.

E chiariamo: sono il primo ad affermare che la pedofilia non può essere legata né al proprio credo, ne all’ambiente di crescita, o di lavoro, o sociale: è una malattia e come tale, può colpire chiunque. Ovviamente fa male al cuore immaginare cosa un pedofilo faccia passare alle proprie vittime. Ma se i gay sono un segnale dell’anticristo, allora il buon Ratzinger dovrebbe guardare un po’ tra le fila dei suoi discepoli e decidere che fare di coloro che portano l’abito talare e, al contempo secondo lui, indicano la presenza dell’anticristo.

Eppure, a parte coprirli, e dare ordine di mettere a tacere qualunque scandalo, collegato a preti ed alti prelati pedofili, non mi pare che Ratzinger abbia fatto negli anni, alla fin fine.

Poi, chissà se si rende conto del peso —ahimè— che ha ancora su miliardi di persone. Se si rende conto dell’odio che instilla in molti cristiani con certe affermazioni. Secondo me si, ed è una cosa voluta, e ben ponderata: il suo non è un errore di manifestazione del suo pensiero. Sa benissimo, il buon Ratzinger, che le sue parole attecchiranno, non dico su tutti, ma su una buona fetta della popolazione cattolica.

Allora perché voler installare odio nel cuore dei cattolici, che senso ha per un papa istigare all’odio, e magari anche alla violenza, nei confronti di persone che vivono la propria vita in modo onesto, tranquillo e senza dare fastidio a nessuno? Non mi pare un atteggiamento molto cristiano quello di seminare cattiveria ed astio tra la gente, sapendo il peso che hanno le sue parole, per più di un miliardo di persone.

Avrà mai pensato al dolore che provoca, a chi è cattolico ma anche omosessuale? O a chi è cattolica ed è stata costretta dalla vita ad abortire? Secondo me si, ma non gli è importato molto, di che conseguenze avranno le sue parole su di loro.

Conosco diversi gay cristiani, non dico cattolici perché sarebbe un controsenso in termini di definizione, che vivono la propria situazione di omosessuali, molto malamente per l’atteggiamento che Ratzinger ha nei loro confronti: perché un cattolico non ha il diritto di vivere la propria vita sessuale, come tutti gli altri esseri umani, ed essere un cattolico degno di ricevere la comunione? Vedo spesso cattolici, gay, costretti a mentire, per potersi accostare ai sacramenti. E questo solo perché un uomo, perché alla fin fine Ratzinger questo è, ha da ridire sul loro modo di essere.

Non voglio nemmeno riprendere vecchie discussioni tipo ‘ma perché li attacchi così tanto se la religione che tu rappresenti avoca a sé la facoltà di accettare chiunque purché accetti la parola di cristo?

Delle volte, certi personaggi della chiesa cattolica, proprio non si rendono conto dell’incoerenza che dimostrano, tra quello che professano, e quello che dichiarano. E sempre senza considerare i danni che quello che dichiarano possono arrecare!!

Caro emerito —io direi fu— papa: pensa più ai tuoi di peccati, che come qualunque cattolico, anche tu hai commesso, sicuramente, nella tua vita. I peccati —eventuali— degli altri cattolici, lasciali giudicare al buon Dio, a cui tanto ti attacchi, quando vuoi colpire intere categorie di persone, di questo mondo.

Non so: sono stato cresciuto assorbendo la cultura di una chiesa universale, in grado di accettare tutti, che mia madre ha cercato di trasmettermi, ma con gli anni, ed i costanti, e continui, attacchi da parte di certa chiesa, ovviamente me ne sono allontanato: come si fa a restare convinti che frequentare una chiesa che, non solo non ti accetta, ma ti condanna anche per quello che sei —e giusto per ricordarlo noi, siamo come il buon Dio ci ha voluto creare, visto che l’omosessualità non è una scelta, e quindi non ricade sotto l’ombrello del libero arbitrio

Allora: appurato che non ho scelto di essere omosessuale, ne deduco che è stato il buon Dio a volermi tale: quindi perché sarei una aberrazione? Un indice dell’avvenuta dell’anticristo? Qualcuno me lo deve proprio spiegare sto fatto.

E voi amici, bisessuali ed omosessuali cattolici: come vivete questo paradosso, di una chiesa che dice che sei come Dio ti ha fatto, ma che non ti accetta per quello che sei?

Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi va…

J.C.


P.S.

e per favore finiamola con questa equazione pedofilo==omosessuale, perché ormai, è cosa nota che la stragrande maggioranza dei pedofili è chiaramente eterosessuale!!


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